Dialogo tra il giornalista Franco Di Mare e gli studenti del Liceo G. Galilei

Perché gli italiani non cantano più…? Quanta bellezza è venuta meno nella vita del nostro Paese? E nel cuore della gente?
Sui tanti “perché” si è costruito il dialogo tra il giornalista Franco Di Mare e gli studenti del liceo statale G. Galilei di Piedimonte Matese a partire dal libro Sarò Franco. Manuale di sopravvivenza civile tra disincanto e speranza del giornalista della Rai.

Un momento di approfondimento sui temi di attualità che di Mare tratta nel suo diario al quale gli studenti non sono arrivati impreparati; infatti le classi 5GS e 5BS coordinate dalle docenti di Lettere Roberta Civitillo, Angela Conenna e Daniela Salzillo dopo aver letto il libro e approfondito l’esperienza professionale e umana dello storico inviato Rai, oggi conduttore e scrittore, hanno preparato l’incontro curandone l’introduzione e le domande da cui è scaturito il confronto con l’autore.

“Un’opportunità per i nostri studenti”, il commento della Dirigente Bernarda De Girolamo, “ai quali abbiamo il dovere di offrire occasioni di confronto con qualificati nomi del nostro Paese, con testimoni di legalità e di verità aprendoci ad orizzonti che li sospingano anche fuori dai contesti in cui solitamente crescono e sono educati”.

Gli studenti hanno salutato Di Mare rilanciando il messaggio di speranza che viene dalle sue pagine e cioè che il futuro è migliore di quanto siamo portati a pensare, ispirati anche dalle parole e dalle note della canzone Assaje di Pino Daniele, interpretata da Lina Sastri.

Franco Di Mare ha voluto salutare l’Istituto che lo ha accolto soffermandosi sul ruolo educativo di Scuola e Famiglia, entrambe chiamate a formare e a rispettarsi vicendevolmente. Con severità ha fatto notare come “il passaggio da una società normativa ad una affettiva” abbia incrinato i rapporti tra le due, tanto da indebolire la scuola nel suo valore esclusivo rispetto alla formazione intellettuale ed umana delle giovani generazioni.
“L’atteggiamento cui spesso assistiamo di famiglie contro la Scuola, deresponsabilizza i ragazzi”, e poi rivolgendosi agli studenti l’affettuoso e paterno invito: “La Scuola insieme ai vostri genitori rappresenta l’unico strumento per avere la forza e affrontare i problemi di omani. (…) Incontrare insegnanti bravi e genitori che li comprendono significa trovare spazio nella vita…”.

Poi l’esortazione a mettersi in ricerca dei propri sogni, a dare voce a quel demone interiore (secondo la classica lettura della parola) , ad ascoltare la voce che dal cuore parla e che se coltivata schiarisce la visione del futuro…

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